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SEPARATORI A PIASTRA MAGNETICA
Le piastre magnetiche rappresentano una soluzione semplice, robusta ed efficace per la separazione di materiali ferrosi da flussi di materiale sfuso o in caduta.
Il loro impiego è particolarmente indicato quando la presenza di materiale ferroso non è in quantità eccessive e, di conseguenza, non si rende necessario uno scarico automatico.
Possono essere installate in sospensione sopra nastri trasportatori, oppure inclinate a formare uno scivolo magnetico su cui il materiale scorre e da cui il ferro viene trattenuto. La versione in sospensione è utile per la deferrizzazione in continuo, mentre quella inclinata trova impiego nei punti di caduta o nei fine linea, come ultimo processo di controllo.
Sono disponibili sia nella versione a magneti permanenti, che nella variante elettromagnetica, più adatta a situazioni in cui si desidera controllare l’attivazione del campo magnetico (pulizia immediata) o trattare materiali particolarmente gravosi.
DETTAGLI SUI SEPARATORI A PIASTRA
Come sono strutturati?
Le piastre magnetiche sono costituite da un corpo rettangolare in acciaio, al cui interno è alloggiato il campo magnetico che può essere:
- Permanente: con magneti in ferrite o in neodimio.
- Elettromagnetico: costituito da un circuito elettrico alimentati tramite un quadro dedicato.
La struttura è progettata per ambienti industriali gravosi, con punti di fissaggio robusti e sistemi di montaggio flessibili.
Le versioni per ambienti alimentari o farmaceutici prevedono rivestimenti in acciaio inox AISI 304 o 316 e saldature completamente ermetiche.
Come funziona un separatore magnetico a piastra?
Solitamente installati in sospensione sopra un nastro trasportatore (in alternativa, anche canale vibrante, etc.), o in corrispondenza del punto di caduta, come scivolo, basano il loro funzionamento sul principio dell’attrazione magnetica dei metalli ferrosi.
Il campo magnetico generato dalla piastra attrae e trattiene i contaminanti metallici sulla sua superficie, impedendo che proseguano lungo il processo produttivo:
- Piastra a magneti permanenti: il campo è costante e non richiede alimentazione elettrica. Una volta captata l’intrusione ferrosa, l’operatore dovrà provvedere e rimuoverla manualmente. È una soluzione economica, efficiente e a manutenzione minima.
- Piastra elettromagnetica: il campo si attiva solo quando necessario, consentendo una maggiore potenza specifica e l’automatizzazione della fase di pulizia tramite lo spegnimento temporaneo.
Tipologie e misure disponibili.
Magneti in ferrite
I magneti in ferrite generano un campo magnetico meno intenso rispetto al neodimio, ma con una profondità di penetrazione superiore, che consente di operare efficacemente anche a distanze elevate dal materiale da trattare.
Questa caratteristica li rende ideali in tutte quelle applicazioni in cui non sono richieste elevate forze di attrazione, ma è necessario agire su spessori maggiori di materiale.
Inoltre, il decadimento del campo magnetico con la distanza è più graduale rispetto al neodimio, garantendo un migliore rendimento tecnico-economico oltre una certa distanza operativa. Per questo motivo, la ferrite rappresenta spesso la scelta più vantaggiosa in numerosi casi pratici.
Magneti in Neodimio
Generano un campo magnetico molto intenso e concentrato vicino alla superficie, ideale per la rimozione di contaminanti ferrosi piccoli o debolmente magnetici.
Offrono massima efficienza a distanze ravvicinate, come nel trattamento del vetro retinato o di frazioni fini.
Sono particolarmente adatti al riciclo di materiali ad alto valore e alla protezione di apparecchiature sensibili, dove è richiesta la totale rimozione del metallo. Tuttavia, a distanze maggiori, il campo decade rapidamente, con un impatto sul piano tecnico ed economico.
Elettromagnetico
Le piastre elettromagnetiche generano un campo magnetico potente e attivabile su comando.
Questa caratteristica consente non solo una maggiore intensità di attrazione, ma anche la possibilità di disattivare il campo per agevolare le operazioni di pulizia o manutenzione.
Sono particolarmente adatte a materiali pesanti, ad applicazioni gravose o in condizioni in cui si richiede un campo profondo ma anche gestibile dinamicamente. Richiedono alimentazione elettrica continua e un sistema di comando, rispetto ai modelli a magneti permanenti.
Principali caratteristiche.
- Semplicità costruttiva: separatori statici, senza organi in movimento, estremamente affidabili e durevoli.
- Versatilità di installazione: possono essere montate in sospensione sopra nastri trasportatori oppure inclinate come scivolo magnetico, a seconda delle esigenze impiantistiche.
- Disponibili in tre versioni: 1) Ferrite per applicazioni a distanza con materiale non critico. 2) Neodimio: per massima efficienza a breve distanza. 3) Elettromagnetica: per applicazioni gravose e controllo attivo del campo.
- Ampia gamma dimensionale: realizzabili su misura in base alla larghezza del nastro e alla portata del materiale trattato.
- Struttura robusta: costruzione in acciaio verniciato o inox, anche per ambienti alimentari, farmaceutici o certificabili ATEX Zona 22.
- Efficienza nella separazione: progettate per trattenere in modo efficace i contaminanti ferrosi anche in condizioni difficili.
- Facilità di manutenzione: nelle versioni permanenti è sufficiente la pulizia manuale. In quelle elettromagnetiche la rimozione è facilitata con la disattivazione del campo.
- Personalizzabili: con staffe, telai, sistemi di fissaggio e rivestimenti specifici per ogni contesto applicativo.
SEPARATORI MAGNETICI SU MISURA
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