SEPARATORI A CORRENTI INDOTTE

COSA SONO I SEPARATORI A CORRENTI INDOTTE (IS)

Il separatore per metalli non ferrosi IS è basato sul principio delle correnti indotte (correnti di Focault) generate dal campo magnetico presente sul rullo di testa.

E’ meccanicamente simile ad un nastro trasportatore e solitamente viene installato in linea in un impianto di trattamento e valorizzazione dei rifiuti (“trattamento e valorizzazione dei rifiuti”   collegamento con nostra pagina interna??) con lo scopo di recuperare la frazione metallica non ferrosa presente nel flusso di materiale processato ed eventualmente recuperare i materiali ferrosi “persi” dal deferrizzatore installato a monte.

COME SONO FATTI

Il cuore della macchina è il rotore magnetico.

Il rotore magnetico, per analogia con il rotore di un motore elettrico, ha tante cave quanti sono i poli. I poli sono sempre un numero intero e pari, da 8 a 40 generalmente.

Ciascuna cava porta una fila di magneti permanenti, alternativamente con polarità Nord/Sud.

A racchiudere il rotore, come un involucro, c’è un cilindro in materiale dielettrico che gira in maniera condotta trascinato dal nastro trasportatore (in gomma o PVC).

Tramite un sistema di flange e controflange quindi, possiamo impostare velocità differenti per il nastro e per il rotore, spingendo quest’ultimo oltre i 3.500 rpm.

Ecco spiegata la presenza di due motori sul separatore: un moto-riduttore per l’azionamento del nastro ed un motore, collegato in presa diretta al rotore mediante un giunto elastico, per il rullo magnetico.

COME FUNZIONA UN SEPARATORE (IS) AD INDUZIONE

Con il separatore a correnti indotte dando movimento rotatorio al rotore magnetico viene indotta una corrente statorica sui metalli che attraversano le linee di flusso.

Il flusso dei poli alternati Nord-Sud è generato da magneti permanenti inseriti nelle cave presenti sulla circonferenza del rotore.

Queste correnti statoriche indotte sono di egual segno dell’induttore, ciò significa che i campi magnetici indotti respingono gli induttori.

Per far si che il fenomeno delle correnti indotte si trasformi in energia cinetica repulsiva (jump), occorre tener conto della resistività elettrica dei vari metalli (o del suo inverso: conduttività) e della loro massa.

Per semplificare il discorso tecnico, possiamo affermare che i metalli non ferrosi verranno eiettati dal flusso di inerte con la forza proporzionale al rapporto tra conduttività elettrica e peso specifico. Quanto più elevato è questo rapporto, tanto più elevata sarà la forza esercitata e, di conseguenza, maggiore sarà il lancio.

Metalli Non Ferrosi più facili da separare sono: Alluminio (Al): rapporto 13.1, Magnesio (Mg): rapporto 13, Rame (Cu): rapporto 6.6, Argento (Ag): rapporto 6.5.

Metalli Non Ferrosi più difficili da separare sono: Zinco (Zn): rapporto 2.5, Stagno (Sn): rapporto 1.2, Piombo (Pb): rapporto 0.45.

La velocità di rotazione del rotore determina la frequenza delle correnti indotte e, di conseguenza, la forza di repulsione.

SEPARATORI AD INDUZIONE: LA LARGHEZZA

Per larghezza intendiamo le effettive larghezze di lavoro, ovvero la lunghezza dei poli del rotore.

Una macchina che noi definiamo IS 2R 1000, avrà una larghezza complessiva del nastro di 1200 mm, ma larghezza tra le sponde laterali di 1000 mm, cioè l’effettivo fronte di lavoro.

La dimensione del macchinario viene stabilita con il cliente in base alla portata dell’impianto e alle esigenze di produzione attuale e future.

Malaman C.T.C. produce separatori a correnti indotte aventi diverse larghezze lavorative, da 500mm a 2.500mm, oltre che svariate tipologie di telai.